giovedì 1 agosto 2013

Però un Paese ci Vuole



"Stavo come si sta, talvolta, piantati su di un binario. Quando hai corso, sudato, trascinato, imprecato, temuto, ma poi il tabellone te lo dice: 38 minuti di anticipo. Non è la felicità, ma di certo è la pace. Un senso di appagamento perchè, per quanto sta in te, tutto quello che da te dipendeva è stato fatto. Tutto quello che deve ancora accadere dipende ormai solo dal treno. E si può guardare e sorridere a qualcuno, godersi il sole o la pioggia che c'è, accendersi lentamente una sigaretta, e dirsi che quel che ti accade è la tua vita.
Per quanto stava in me, ero tornata. Avevo rivisto mia madre. Avevo riconosciuto e riamato Carlo e Cinzia. Non avevo detto un abituale no preventivo all'amore di Franco che continuavo a non conoscere. Avevo ritrovato, pur senza riconoscerlo, un paese. Convivevo senza drammi con un pacco di buste gialle vuote.
Ero anche riuscita a pensare che quel finale di FUGA SENZA FINE, per me che stavo piantata sul binario con 38 minuti di anticipo, poteva tornare a essere solo una bella frase.
Ne' bene, ne' male. Stavo come stavo.

martedì 16 luglio 2013

Goditi il Problema


...pensavo fosse fresco, ironico, che parlasse del problema di accettare se stessi e quello che si è veramente...


...invece, purtroppo, è petulante, assordante, a volte noioso e scontato...il protagonista, ma anche un pò lo scrittore, deve accettare in primis il fatto che la sua non è una famiglia del mulino, il colore lo sapete già, e poi se stesso...e comunque la parte in cui si innamora di Sole è veramente insopportabile, ma non per la retromarcia del protagonista, ma proprio perchè una persona così verrebbe a noi a chiunque...altro che farci un figlio insieme...


Peccato.

mercoledì 10 luglio 2013

Il meglio che possa capitare a una briosche



"Il romanzo più interessante e divertente che abbia letto negli ultimi tempi: un occhio capace di calamitare tutte le informazioni, tutta la cultura, tutta la nostalgia per modi di stare al mondo irrimediabilmente perduti." Manuel Vázquez Montalbán

...cercatelo in libreria, in biblioteca...sfogliate le prime pagine...ne verrete rapiti...

giovedì 4 luglio 2013

"Libertà"




...leggo dal blog di Nina e mi innamoro...

http://sinfonina.blogspot.it/2013/07/ovunque.html


"Libertà" di Paul Éluard


"Sui miei quaderni di scolaro

sulla mia cattedra e sugli alberi

sulla sabbia sulla neve

scrivo il tuo nome





Su tutte le pagine lette

su tutte le pagine bianche

pietra sangue carta o cenere

scrivo il tuo nome





Sulle immagini dorate

sulle armi dei guerrieri

sulle corone dei re

scrivo il tuo nome





Sulla giungla e sul deserto

sui nidi e sui cespugli

sull'eco della mia infanzia

scrivo il tuo nome





Sulla meraviglia delle notti

sul pane bianco dei giorni

sulle stagioni fidanzate

scrivo il tuo nome





Su tutti i miei stracci d'azzurro

sullo stagno sole marcito

sul lago luna viva

scrivo il tuo nome





Sul campo sull'orizzonte

sulle ali degli uccelli

e sul mulino delle ombre

scrivo il tuo nome





Su ogni sbuffo d'aurora

sul mare sulle barche

sulla montagna demente

scrivo il tuo nome





Sulla spuma delle nuvole

sui sudori della tempesta

sula pioggia spessa escipita

scrivo il tuo nome





Sulle forme scintillanti

sulle campane dei colori

sulla verità fisica

scrivo il tuo nome





Sui sentieri risvegliati

sulle strade dispiegate

sulle piazze che trabordano

scrivo il tuo nome





Sul lume che s'accende

sul lume che si spegne

sulle mie ragioni riunite

scrivo il tuo nome





Sul frutto tagliato in due

dello specchio e della mia stanza

sul mio letto conchiglia vuota

scrivo il tuo nome





Sul mio cane goloso e tenero

sulle sue orecchie drizzate

sulla sua zampa maldestra

scrivo il tuo nome





Sulla pedana della mia porta

sugli oggetti familiari

sul flusso benigno del fuoco

scrivo il tuo nome





Su ogni carne accordata

sulla fronte dei miei amici

su ogni mano che si tende

scrivo il tuo nome





Sul vetro della sorpresa

sulle labbra intenerite

ben al di sopra del silenzio

scrivo il tuo nome





Sui miei rifugi distrutti

sui miei fari crollati

sui muri della mia noia

scrivo il tuo nome





Sull'assenza senza desiderio

sulla solitudine nuda

sui gradini della morte

scrivo il tuo nome





Sulla salute ritornata

sul rischio scomparso

sulla speranza senza ricordo

scrivo il tuo nome





E per il potere d'una parola

ricomincio la mia vita

sono nato per conoscerti

per nominarti."





...così scrivo queste parole che sento mie sulla pelle e imbusto tutto...stasera imbuco la lettera pensando forte forte Corri Postino Corri...è una lettera d'amore...

martedì 2 luglio 2013

...e chiederti...



...se magari, lunedì pomeriggio dopo il lavoro, ce ne andiamo a vedere un pò di mare...




Il desiderio espresso, era quello giusto.

sabato 22 giugno 2013

La Prima Stella d'Estate


...e vedere una stella cadente ieri sera...la prima di questa lunga estate senza di te...

...e pensare soltanto che tu non sia qui, accanto a me...

...e dispiacersi non perchè non abbiamo potuto guardarci negli occhi e scegliere un desiderio scherzando...

...ma solo perchè tu non ne abbia potuto goderne...

...sarà forse questo, l'amore?

giovedì 13 giugno 2013

Soltanto per leggere la Mary in modo diverso.

Questo non è un libro per chi ne sa, al contrario. E’ un libro per le persone che non ci hanno mai pensato, per quelle che non ci hanno mai fatto caso. Per le persone che hanno preso la Mary così, normalmente, nelle chiese, nei dipinti, nel presepe, nei santini, nei rosari. Come si prende Pinocchio a Collodi. C’è, sta li. Un’icona non emotivamente grande.


E’ un libro che rivaluta, che guarda questa donna da un altro punto di vista. Forse parecchie donne sono guardate in questo libro da un altro punto di vista.

Si parte da Eva, si passa per Santa Maria Goretti si finisce con il premio nobel Madre Teresa di Calcutta. E, in ordine, risollevando Eva dalla gravità della sua colpa sul peccato originale (d'altronde chi l’ha staccata la mela?), passando da Santa Maria Goretti, cioè una ragazzina idolatrata a mito dalla Chiesa perché si è fatta uccidere pur di essere pura come la Madonna, finendo appunto con Madre Teresa che sempre per la Chiesa “non rappresentava solo una campionessa di carità, era soprattutto una vestale della sua dottrina morale sulla vita, quella che maggiormente interferiva con la libertà delle donne di disporre di sé stesse”.

Ci si chiede del perché la Madonna rimane sempre giovane, anche quando suo figlio, più che trentenne muore. Nella Pietà di Michelangelo sembrano quasi due fanciulli.

Ci si chiede perché Adamo lavorerà la terra con sudore, e la donna invece partorirà con dolore?

Si parla dei dibattiti teologici maschili, quando si iniziarono gli studi sul parto indolore negli ospedali più all’avanguardia. Mentre nelle fabbriche più all’avanguardia non ci si chiedeva affatto se una macchina che faceva risparmiare fatiche, e quindi sudore, agli uomini fosse giusto o meno davanti al cospetto di Dio. Se il peccato originale era stato espiato al punto di poter smettere di sudare.





Questo è un libro che dà un suo punto di vista. E i punti di vista differenti aprono sempre la mente.