...lo dovevo a me stessa...venire li e guardarti negli occhi...
...avevo già deciso, come tutto nella mia vita...
...dentro lo sapevo già, sarei venuta da te mercoledì sera, tutto remava contro, il mezzo con cui arrivare da te, gli occhi rimproveranti di una delle persone più importanti della mia vita, le risatine delle amiche...
...ma venire da te a guardarti negli occhi non voleva dire "Io sono ancora qui per te"...voleva leggerci la verità, scrutare quegli occhi grandi e scuri e trovare una risposta...
...sarei impazzita se non lo avessi fatto, il mio cuore avrebbe continuato a premere contro non so quale aorta, a battere all'impazzata, i miei sogni a portarmi a vederti, ad incontrarti, a baciarti, a parlarti, ad avere la mia mano nella tua...
...volevo guardarti per capire che mi ero sbagliata, che non ero nulla di più di un altro corpo per te, una bocca come le altre, uno sguardo normale di una ragazza normale...
...ma in fondo volevo anche che non fosse così, volevo che tu mi dicessi che era colpa tua, non mia, non del mio essere non speciale...volevo che dicessi che ora davvero non e' il nostro momento, che tu non sei pronto, non sei pronto per una cosa come me, che ti travolge, che ti prende dentro in fondo allo stomaco...ma comunque non c'era spazio per me nella tua vita ora. Ne avevo bisogno per mettere un punto, qualcosa di solido dentro, al posto di questo liquido che va su e giù.
Volevo che tu tornassi a me, che ti inventassi un addio.
Al momento che mi infilo in macchina, tutto si placa. I miei pensieri se ne vanno e lasciano il posto alla musica che la radio passa, il mio stomaco si rilassa e nulla stringe più...il viso rimane calmo e tiepido...sotto casa tua, su quella panchina, davanti al tuo portone, non penso, so solo che anche se non arriverai mai, io ho fatto quello che MI dovevo, che qui il punto ce lo mettevo davvero.
Adesso che tutto è finito, adesso che tu non sei arrivato, che io ho lasciato un biglietto alla tua porta, per dirti che si c'ero, ma non ci sarò mai più, proprio perchè se non hai avuto modo di spiegarmi con i tuoi occhi, le parole di domani non serviranno a nulla, io torno con dentro un bene per me stessa diverso, perchè il mio corpo adesso non mi fa più male, perchè tu questa ossessione temporanea forse non ci sei più...
...forse...
...forse...
...perchè oggi è un giorno da rifare...
http://www.youtube.com/watch?v=DNnTce7-IgY
...forse sto fuggendo anche da te...
Una ragazzina di 30 anni, già compiuti da un pò, cerca di trovare la strada per il futuro...ma vede il mondo intorno a se un pò deformato...
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domenica 13 novembre 2011
mercoledì 24 marzo 2010
F U G H E

Dici che proprio adesso che hai ritrovato una specie di piccola stabilità vuoi prendere ed andare da un'altra parte, in un altro luogo, in un altro mondo?
No, dico, ma ti sei impazzita? Non lo hai fatto quando potevi, non lo hai fatto quando era il momento di tagliare il cordone ombelicale con la tua famiglia, con tua madre con cui hai questo rapporto strano, nemmeno conflittuale, soltanto strano, in cui ti la chiami, la cerchi, e poi ti fa rabbia, ti fa uggia, non riesci ad accettare i suoi modi, le sue vocine, i suoi stupidi ragionamenti, o ancor più da te odiati rimpianti o colpevolizzazioni.
Non sei scappata quando eri in Spagna proprio perché, guarda caso, la macchina era la tua, o meglio di tua madre e dovevi riportargliela.
E poi tua nonna , chi le avrebbe fatte le punture? No, l'infermiere non saprebbero state in grado.
Non potevi decidere di partire dopo tutto quello ce hai patito qui, dopo che tu non avevi più una casa, non avevi che una valigia che ti è stata fatta alla rinfusa per buttarti via, non dicevi che non sapevi da dove ricominciare, che avevi gli occhi della gente addosso, che erano pieni di pietà per tutto quello che ti è successo, per quello che hai passato dentro, e per il prestigio che avevi perso fuori.
E adesso vuoi scappare?
Perchè non lo hai fatto quando me lo hai detto veramente? Quando mi hai detto che avevi sbagliato, che non ti dovevi lasciare coinvolgere, lasciarti avvicinare così da me, rimanere vicini e sospesi non ti faceva bene.
Poi quelle coincidenze, quelle stelle cadenti che ti hanno stupita ed illuminata, ed io ti ho detto che ero pazzo di te e tu hai ceduto ai nostri respiri vicini...e volevi scappare da me...quante volte ti ho ripreso ma soltanto con le parole, parole dell'anima che vanno ad un anima aperta, la tua, che mi vuole perchè le nostre di anime si appartengono...allora forse non sei riuscita a scappare, io ti ho lasciato la porta aperta, tu hai deciso di rimanere qui, in questa casa, accanto a me.
Ti aspetto come dici di aspettarmi tu.
Con il cuore all'ombra di rossi papaveri.
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